Azzone

Piccolo borgo ai piedi del Pizzo Camino e porta di accesso alla Riserva Naturale del Giovetto

Borgo eretto alle porte della Val di Scalve, il panorama di Azzone è caratterizzato dal verde lussureggiante dei suoi prati e boschi. L’ambiente invita a passeggiate adatte ad ogni escursionista: dalle famiglie con bambini, agli esperti che ricercano sfide più impegnative.

Azzone è anche un’oasi di biodiversità. Infatti, nella Riserva Naturale dei Boschi del Giovetto si possono ammirare le operose formiche appartenenti alla specie Rufa, che hanno la capacità di proteggere l’intero ambiente boschivo dall’attacco di insetti nocivi.

Delimitato a nord-est dal Pizzo Camino e dalle alture denominate le Pale, il centro abitato di Azzone rispecchia la struttura tipica dei paesi montani. Al centro il cuore del paese, la piazza, su cui si affaccia il palazzo comunale. Fra i tetti delle case, spiccano la il campanile della chiesa parrocchiale e la Torre Civica. La chiesa, dedicata a San Filippo e San Giacomo, fra i suoi tesori artistici custodisce anche opere di Antonio Cifrondi. La Torre, di origine medievale (XIV secolo), è raffigurata anche nello stemma del comune.


Nell’anno 2000, fra varie iniziative legate alla celebrazione del patrimonio storico, culturale e naturalistico legato ai Boschi del Giovetto, una in particolare riguardò l’antica tecnica del “puat” (anche “puiat” o “poiat” in altre zone della Val di Scalve), ricreata e raccontata dai carbonai di Azzone.
Seguendo tecniche sviluppate e tramandate nei secoli, la legna, accuratamente scelta e disposta, venne fatta bruciare “senza fiamma” per giorni allo scopo di ottenere del carbone vegetale.
Nel video sottostante, prodotto dal Comune di Azzone, è documentata l’accensione del puat dei Castelletti .

Boscaioli e carbonai ad Azzone – Davide Bassanesi